sostituire gli infissi autorizzazioni e procedure
sostituire gli infissi autorizzazioni e procedure
Oggi parliamo brevemente di sostituzione di infissi. Agli occhi dei meno avvezzi alle norme urbanistiche ci� potrebbe sembrare una operazione talmente banale da non richiedere alcun titolo abilitativo ma, come spesso accade con la burocrazia, non � sempre cos�. Purtroppo la scure della burocrazia cade "alla cieca" su un operazione che generalmente si fa per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, cosa che dovrebbe (e da un punto di vista fiscale lo �) essere agevolata in ogni modo. Come al solito, il mio riferimento nello specifico � alle procedure edilizie nel comune di Roma, dove opero abitualmente.
Va subito detto che la sostituzione dellinfisso pu� ricadere anche nellattivit� edilizia totalmente libera, a determinate condizioni, cos� come a quella che necessita addirittura il permesso di costruire (e quindi la DIA in alternativa ad esso): penso che il modo migliore di trattare largomento sia fare una semplice casistica, visto che le situazioni possibili possono essere ricondotte a tre. Il nostro riferimento-guida sar� questo schema di lavori edili e procedure edilizie predisposto dal Municipio 9� e utilizzato anche da altri municipi (che io sappia almeno il quinto usa questo schema, comunque lo schema ricalca i dettami di una circolare dipartimentale che vale ovviamente per tutto il territorio comunale):
- sostituire infissi con altri aventi identica partizione (intesa come suddivisione della finestra: se ad un anta, a due, a wasistas, etc) ed identica coloritura esterna (quindi non necessariamente lo stesso materiale: p.e. un infisso originariamente in legno pu� essere sostituito con un profilo in PVC con colore esterno ad effetto legno): � attivit� totalmente libera, non vi � neanche necessit� di depositare la CIA (� comunque facoltativo). Se limmobile � vincolato, bisogna comunque capire il tipo di vincolo: se � un vincolo delle belle arti riferito al palazzo o alla facciata, allora anche il semplice cambio di infisso con altro identico � comunque essere soggetto al parere della sovrintendenza (immaginiamo un edificio del 1800 con ancora gli infissi in legno originali, magari sagomati) e quindi necessitare comunque il deposito della SCIA; se invece la facciata dellimmobile � individuata allinterno della carta per la qualit� del Comune di Roma, per esperienza diretta posso dirvi che non � necessario ottenere il parere della Sovrintendenza Capitolina, ma solo se linfisso nuovo � totalmente identico alloriginale, anche in quanto a materiali. In caso di vincolo paesaggistico, vale la stessa regola della carta per la qualit�: la sostituzione non richiede parere preventivo solo se si fa una sostituzione con prodotti identici in quanto a colori, partizioni, materiali.. Attenzione: se andiamo a sostituire i vecchi infissi con profili di ferro (solitamente si usavano per le finestre su misura) che erano caratterizzati da profili estremamente compatti nelle dimensioni, ci troveremo comunque con il problema del cambio di aspetto: i nuovi profili commerciali infatti non hanno mai una larghezza inferiore ai 60mm, pi� spesso intorno ai 70mm, e quindi sostituire un infisso con profili da 20mm con uno che � tre volte pi� grande potrebbe comunque essere inteso come variazione di prospetto, e quindi ricadere nel caso 2. Il caso nello specifico lo trovate al punto A3 dello schema linkato in premessa. In ogni caso, in questo tipo di opera non � necessario richiedere lautorizzazione al condominio, in tutti gli altri invece si. Nel caso in cui limmobile sia vincolato e nel corso del tempo abbia subito la sostituzione degli infissi con altri diversi da quelli originali, si pone il problema della legittimit�. Gli infissi sostituiti sono quasi certamente "abusivi" secondo il modo di vedere attuale della normativa vincolistica, e quindi nel momento in cui dobbiamo sostituire gli infissi "abusivi" dovremmo porci la questione: se gli infissi originali sono documentabili (magari qualche altro cond�mino non li ha mai sostituiti, oppure se esistono fotografie di come era in origine il fabbricato) allora la sostituzione degli infissi "abusivi" con nuovi identici agli originali non comporta la richiesta di parere (sempre ammesso che limmobile non abbia uno specifico decreto di vincolo).
- sostituire infissi originali con altri aventi un diverso partizionamento dellinfisso e/o con una diversa coloritura verso lesterno e/o un diverso colore della tapparella, ma senza modificare limbotte muraria. In questo caso ricadiamo sempre in SCIA, anche se le modifiche fossero minime. Se la sostituzione degli infissi avviene allinterno di un pi� ampio cantiere di ristrutturazione interna dellimmobile, pu� essere presentata una unica SCIA sia per le opere interne (che normalmente ricadrebbero in CILA) che per le modifiche agli infissi. Se limmobile � vincolato, sia specificatamente come monumento sia come bene dinsieme o bene paesaggistico occorrer� dotarsi del nulla osta dellente preposto alla tutela dello specifico vincolo. Se invece gli infissi sono su una facciata individuata e tutelata nelle tavole della carta per la qualit� del comune di Roma occorrer� chiedere il parere/nulla osta del Coque (commissione per la qualit� urbana ed edilizia): se serve, ho scritto questo altro post su come leggere questo documento. Ci si rende facilmente conto che se limmobile � vincolato potrebbe risultare pi� complesso ed oneroso andare a richiedere le autorizzazioni specifiche che non fare il lavoro vero e prorio... La SCIA, se per i soli infissi esterni, dovr� rappresentare in prospetto tutti gli infissi interessati (in scala 1:100), con rappresentazioni ante e post-operam. Si dovr� inoltre specificare il colore dei nuovi infissi oltre alla nuova partizione che gli si desidera dare: se linfisso sar� in pvc o in alluminio, si potr� anche solo citare il codice di colore RAL, oppure comunque si pu� inserire nei disegni la foto-campione della finitura che si adotter�. Sar� anche necessario inserire delle fotografie sia dellintero prospetto che degli infissi esistenti. Non � necessariamente richiesto rappresentare per intero i prospetti del fabbricato a fil di ferro (anche in scale maggiori, come 1:200 o 1:500): io in genere lo faccio, anche se fare il rilievo di un prospetto di edificio non � mai una cosa semplice. Il caso specifico trattato qui � al punto D6 dello schema.
- sostituzione degli infissi originali con modifica dei vani finestra esistenti e/o creazione di nuove finestre e/o trasformazione di finestra in porta-finestra o vice-versa. In questo caso ricadremmo nel permesso di costruire, ma � possibile ricorrere alla DIA ad esso alternativa. Non mi dilungo sulle differenze tra DIA e SCIA, argomento che non pu� essere trattato in questo post, ma va comunque fatto notare che la DIA � una procedura pi� "pesante" in quanto consente di autorizzare lavori di forte modifica dellesistente: quindi aspettatevi parcelle un poco pi� alte da parte del tecnico. Inoltre, la reversale di base � pi� alta e, soprattutto, la lavorazione prevede lonerosit�: dovremmo quindi calcolare un computo metrico delle opere ed andarci a calcolare gli oneri sul costo di costruzione e quelli per le opere di urbanizzazione (sul punto potete leggere questo mio famoso post sul calcolo degli oneri concessori). Ovviamente, nel caso di vincoli dovremmo muoverci come per il punto 2, e se stiamo intervenendo su un immobile con muratura portante, e quindi la modifica delle finestrature va a modificare le strutture portanti, occorrer� anche depositare i calcoli strutturali al genio civile. Si ricade in DIA quindi anche se dobbiamo banalmente convertire una porta-finestra in finestra oppure il contrario: la cosa senzaltro appare come una forzatura ma tant�. Bisogna comunque valutare quanto segue: se dobbiamo trasformare una porta-finestra in finestra possiamo sempre lasciare esternamente, nella parte bassa, linfisso originario (o uno nuovo analogo) e tamponare il parapetto solo internamente: in questo caso non ho modifica di prospetto (ma posso ricadere nel punto 2 se modifico il colore dellinfisso o la partitura). Nel caso invece di trasformazione di una finestra in porta-finestra, dovendo togliere il parapetto in muratura, non vedo scampo se non presentando una DIA. Va affrontato il tema raffinato degli infissi che prospettano su balconi o terrazzi dotati di parapetto in muratura: per prospetto esterno si intende quello che si vede dallesterno delledificio: quindi se ho un parapetto in muratura, questo nasconder� la parte bassa della finestra. In questo caso, e solo in questo caso, sar� possibile "sparapettare" una finestra (o "parapettare" una porta-finestra) ricadendo nei casi 1 o 2, in quanto comunque non vi sar� variazione di prospetto. La DIA � necessaria anche se le modifiche interessano affacci interni o secondari delledificio.
Riassumendo e vedendo il tema da unaltra prospettiva, possiamo sintetizzare le varie casistiche in caso di vincolo:
- in caso di immobile vincolato con provvedimento diretto delle belle arti, qualunque tipo di intervento sugli infissi, anche la sostituzione con elementi identici, � soggetto al benestare della Sovrintendenza;
- in caso di immobile posto allinterno dellarea Unesco di Roma (coincide grosso modo con lanello delle mura aureliane), occorre certamente il nulla osta della Sovrintendenza per infissi con partitura, colore e materiale diversi dagli originali. In caso di sostituzione di infisso con altro identico anche come materiali, secondo me pu� non servire il parere ma � bene valutare sempre il caso specifico e in caso di dubbio consultare il tecnico di zona;
- in caso di vincolo paesaggistico generico oppure in caso di zona rientrante nelle fasce di rispetto (verificare nella tavola C del PTPR) il nulla osta occorre sempre in caso di modifica dei colori e delle partizioni dellinfisso. Pu� non essere richiesto in caso di modifica del materiale o in caso di sostituzione con infisso identico;
- in caso di immobile ricadente in Carta per la Qualit�, G1-b, cio� immobili individuati puntualmente, si applica la stessa procedura per gli immobili vincolati dalle belle arti, dunque occorre acquisire il parere preventivo anche per sostituzione con elemento identico anche in quanto a materiali;
- in caso di immobile ricadente in Carta per la Qualit�, morfologie degli impianti urbani, va chiesto il parere preventivo in caso di sostituzione con modifica di uno o pi� dei vari elementi: colore, partizione, materiale. Solo nel caso di sostituzione con identico infisso si pu� ritenere che non sia necessario il parere, ma va comunque visto caso per caso;
- in caso di immobile ricadente in citt� storica del PRG, indipendentemente dalla carta per la Qualit�, il parere consultivo del CoQUE serve solo se si effettuano modifiche al vano finestra (p.e. finestra trasformata in porta-finestra, oppure infisso allargato), mentre invece se si sostituiscono gli infissi con altri differenti, ammesso che non ricada in carta per la qualit�, si pu� procedere senza dover richiedere alcun parere preventivo;
Ebene chiarire un punto: la legge (il nuovo decreto dei requisiti minimi 2015 in applicazione del d.lgs. 192/05) ci impone che laddove sostituisco un infisso vecchio con uno nuovo, questo deve necessariamente rispettare determinate caratteristiche di contenimento energetico, sia nel caso in cui beneficiamo della detrazione fiscale, sia no. � anche per questo che ormai non si vendono pi� infissi su misura che non siano fatti con profili commerciali standard: impiegando infatti profili di marche note si ha gi� la certificazione sulle prestazioni termiche del profilo, a cui bisogna solo aggiungere le prestazioni del vetro per calcolare il fattore di trasmittanza globale dellinfisso. Quindi per esempio, tornando al caso discusso nel caso 1, se dobbiamo sostituire un infisso in ferro fatto su misura con profilati da 20 o 30mm il nuovo infisso NON potr� avere una dimensione inferiore ai 60-70mm dei profilati standard anche e soprattutto perch� rifare linfisso come era in origine, con profili artigianali, semplicemente � vietato dalla legge (a meno che lesecutore dellinfisso o un tecnico non siano in grado di certificare che la finestra artigianale rispetta i parametri anche senza taglio termico).
Occorre notare che sempre il decreto requisiti minimi impone che, in caso di sostituzione infissi, in quanto sono considerati elementi disperdenti dellunit� immobiliare, occorra redigere la relazione di cui alla legge 10/91 sulle dispersioni energetiche: tuttavia in un pi� recente documento di risposte a domande frequenti, il Ministero ha satabilito che questa relazione pu� essere sostituita dalle certificazioni fornite dal produttore, ma non ha specificato se anche in questo caso vi � lobbligo di trasmissione della documentazione allo sportello unico del Comune. Tutto ci�, comunque, finch� gli infissi rappresentano una superficie disperdente fino al 25% del totale: superata questa soglia, comunque si rientra nella fattispecie di "riqualificazione energetica di secondo livello" e si deve pertanto sottostare alle relative regole: tuttavia anche per questo caso il Ministero prevede degli adempimenti semplificati. Nel caso in cui, invece, gli infissi superassero il 50% della superficie disperdente, allora il discorso si fa pi� complesso perch� si rientrerebbe in una ristrutturazione di primo livello, dove le verifiche da fare non riguardano pi� solo il singolo elemento modificato ma tutto lelemento disperdente che viene toccato.
Occorre notare che sempre il decreto requisiti minimi impone che, in caso di sostituzione infissi, in quanto sono considerati elementi disperdenti dellunit� immobiliare, occorra redigere la relazione di cui alla legge 10/91 sulle dispersioni energetiche: tuttavia in un pi� recente documento di risposte a domande frequenti, il Ministero ha satabilito che questa relazione pu� essere sostituita dalle certificazioni fornite dal produttore, ma non ha specificato se anche in questo caso vi � lobbligo di trasmissione della documentazione allo sportello unico del Comune. Tutto ci�, comunque, finch� gli infissi rappresentano una superficie disperdente fino al 25% del totale: superata questa soglia, comunque si rientra nella fattispecie di "riqualificazione energetica di secondo livello" e si deve pertanto sottostare alle relative regole: tuttavia anche per questo caso il Ministero prevede degli adempimenti semplificati. Nel caso in cui, invece, gli infissi superassero il 50% della superficie disperdente, allora il discorso si fa pi� complesso perch� si rientrerebbe in una ristrutturazione di primo livello, dove le verifiche da fare non riguardano pi� solo il singolo elemento modificato ma tutto lelemento disperdente che viene toccato.
Dato che la modifica degli infissi � una modifica dei prospetti esterni, e dato che i prospetti "appartengono" allintero condominio, sarebbe sempre necessario richiedere lautorizzazione dellassemblea prima di procedere. Sul punto c� da specificare che se non siamo i primi a modificare gli infissi nel condominio, allora la nostra opera � autorizzabile implicitamente (a meno che non stiamo stravolgendo lestetica del fabbricato: per esempio se un altro condomino ha gi� sostituito gli infissi originali in alluminio grigio con dei profili in pvc bianchi lalterazione estetica � trascurabile: se noi stiamo installando invece un infisso color legno, invece, la modifica � pi� evidente e potrebbe essere oggetto di contestazione da parte del condominio senza potersi appellare al fatto che altri condomini hanno gi� fatto altrettanto). In ogni caso, dato che gli infissi non sono degli elementi di poco costo, conviene sempre chiedere lautorizzazione allassemblea o quantomeno comunicare la cosa allamministratore e lasciar decidere a lui come procedere.
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