sovrintendenza e silenzio assenso

sovrintendenza e silenzio assenso


Quando si ha a che fare con un immobile sottoposto a vincolo, che sia puntuale (nel caso di singoli edifici interessati da provvedimenti di tutela diretta), o areale (nel caso dei vincoli paesaggistici, per esempio), una delle prime cose che vengono chieste a noi tecnici � se si applica il silenzio-assenso. In questo post vedremo quando si applica questa procedura e quando no.
Dividiamo anzitutto i vincoli in due grandi famiglie, gi� accennate prima: i vincoli puntuali, che riguardano a volte singole parti di un edificio o, pi� di frequente, interi edifici o interi isolati; i vincoli areali, cio� intere aree soggette a vincolo senza specificit� nei singoli edifici inseriti nel tessuto tutelato.

Nel primo caso, quello dei beni vincolati puntualmente (ma, pi� in generale, parliamo di beni culturali cos� come definiti nella parte seconda del codice dei beni culturali), la procedura di autorizzazione ai lavori si espleta direttamente presso la sovrintendenza statale, cui � affidata la tutela nella quasi totalit� dei casi di vincolo ministeriale: la domanda si deposita direttamente presso questi uffici e segue le indicazioni dellart. 22 del D. Lgs. 42/2004 secondo cui il richiedente deve attendere lesito dellistruttoria della sovrintendenza. Nellarticolo c� scritto che lufficio provvede entro 120 giorni dalla richiesta, ma il termine non prevede il silenzio-assenso, tant� che nello stesso articolo viene richiamata la possibilit� di procedere avverso il silenzio dellamministrazione, seguendo i dettami di un articolo (art. 21 bis della L. 1034/1971) che, per�, non esiste pi� (� stato abrogato nel 2010, ma il codice dei beni culturali non � stato aggiornato). Di fatto, dunque, la Legge impone un tempo entro cui lamministrazione dovrebbe evadere la richiesta, ma questo non equivale al silenzio-assenso.

Nel secondo caso, quello dei vincoli areali (ma, pi� precisamente, parliamo di beni paesaggistici cos� come definiti nella parte terza del codice dei beni culturali), la procedura di autorizzazione � descritta allart. 146 del codice dei beni culturali, fermo restando il fatto che allart. 149 sono descritti gli interventi che � possibile fare senza autorizzazione. Per capire invece la distinzione tra opere che possono andare in procedura semplificata, si deve fare riferimento al DPR 139/2010.


Mentre per i beni puntuali � sempre responsabile il ministero, e quindi c� uniformit� di modalit� di autorizzazione su tutto il territorio nazionale, la parte terza del codice � demandata alle Regioni, le quali possono essersi dotate di norme specifiche per regolare la procedura autorizzativa. Il Lazio si � dotato della legge 59/1995 (fatta quindi quando era in vigore ancora la vecchia normativa e quando ancora non cera il DPR 139/2010, ma � valida tuttora) con la quale ha demandato ai Comuni (cio� li ha subdelegati) la competenza sulla procedura autorizzativa per alcune tipologie di interventi. Occorre specificare che non tutti i comuni del Lazio sono stati subdelegati, quindi la prima cosa da fare � vedere se il comune che ci interessa � nellelenco dei comuni autorizzati: se non c�, la domanda va inviata comunque alla Regione.

Nella Regione Lazio le opere che devono essere autorizzate attraverso il comune sono quelle meno invasive che vanno, sintetizzando estremamente, dalla manutenzione ordinaria al risanamento conservativo e che sono indicate nella legge regionale sopra indicata (attenzione: questa distinzione vale appunto solo nel Lazio, anche se altre regioni potrebbero essersi dotate di procedure analoghe se non identiche) e che ricomprendono le opere che vanno in autorizzazione paesaggistica semplificata ai sensi del DPR 139/2010; dalla ristrutturazione edilizia* in su, invece, lautorizzazione va comunque depositata presso la Regione. In entrambi i casi, lamministrazione invia alla sovrintendenza la documentazione solo dopo aver emesso un primo parere sulle opere progettate: dato che questa prima fase valutativa dellamministrazione (che pu� avere esito negativo) pu� impiegare un certo tempo, non � detto che la documentazione verr� inviata alla sovrintendenza in tempi brevi, dunque sebbene � vero che la legge consente il silenzio-assenso dopo 60gg per lintera procedura, � sempre necessario attendere la conclusione delliter. Generalmente, la procedura si esaurisce verosimilmente in 4-5 mesi, quantomeno a Roma (e comunque escluso il discorso del centro storico, di cui parler� pi� avanti).

* alcuni interventi che definiremmo di ristrutturazione edilizia, come la modifica dei prospetti, sono ricompresi tra quelli autorizzabili in semplificata, dunque attenzione alla distinzione.

Attenzione: non sono mai valide le autorizzazioni paesaggistiche inviate direttamente alla sovrintendenza (ma leggasi dopo nel caso specifico di Roma) senza passare prima per la Regione, perch� si ha violazione procedurale: queste domande non vengono neanche trattate dallufficio, nel senso che neanche vi risponderanno per dirvi che sono invalide.

A questo punto potremmo farci una domanda emblematica: il vincolo che ricade sul centro storico di Roma, i cui confini coincidono grosso modo con il tracciato delle mura Aureliane ma che � chiaramente e precisamente individuato sempre nel PTPR, � del primo o del secondo tipo? in realt�, il vincolo di centro storico di Roma, sebbene a differenza di quasi tutti gli altri centri storici italiani abbia in pi� limportante riconoscimento dellUNESCO come patrimonio dellumanit�, e sebbene ancora si sia in attesa di un regolamento di gestione diretto del vincolo, si pu� consideare assimilabile altri vincoli paesaggistici imposti dal PTPR, pur non essendo esattamente la stessa cosa. Data la particolarit� del sito, Roma Capitale e la Sovrintendenza Statale hanno sottoscritto un apposito protocollo dintesa che regolamenta le procedure autorizzative in questo caso specifico.

A conferma del fatto che il vincolo sul centro storico di Roma � assimilabile a quelli del tipo paesaggistico vi sono, appunto, i periodi di silenzio-assenso: nello stesso protocollo dintesa � specificatamente indicato che la sovrintendenza, a cui solo in questo caso va inviata direttamente la domanda, ha 45 giorni di tempo per rispondere e, comunque, trascorsi 60 giorni si prescinde dal parere medesimo.

Nel protocollo dintesa non � specificato come e se si possa procedere nel caso di accertamento di compatibilit� paesaggistica ai sensi dellart. 167 del codice dei beni culturali: teoricamente, essendo appunto il vincolo prettamente paesaggistico, la procedura pu� comunque trovare applicazione, ma sulla questione nello specifico non sembrano esserci percorsi amministrativi codificati. Si potrebbe ipotizzare che essendo una procedura appunto non specificatamente definita, potrebbe seguire la procedura generale che prevede linvio della domanda alla Regione Lazio.

Pu� essere utile riepilogare qualche indicazione per operare nel centro storico di Roma, su palazzi non vincolati specificatamente:
  •  il vincolo riguarda sempre tutte le porzioni esterne degli edifici, dunque non solo ovviamente le facciate ma anche i tetti, i lastrici solari, le facciate interne (cio� non su suolo pubblico) ma anche le chiostrine;
  • il nulla osta della sovrintendenza va chiesto anche per opere minori, come p.e. il restauro di un cornicione, di un marcapiano, la sostituzione del pavimento di un lastrico solare, o anche semplicemente per la sostituzione di persiane o finestre (a meno che non siano di fattura, materiali, dimensioni e colori identici agli originali - anche se pure qui c� chi ritiene che vada comunque chiesto il parere);
  • generalmente non vengono autorizzate variazioni dellaspetto esteriore, come p.e. la realizzazione di nuove forature (finestre o anche solo i fori per i condizionatori) ma se gli interventi rientrano in un complesso di opere sullintero fabbricato per un adeguamento sia estetico che tecnologico, possono essere autorizzate modifiche;
  • non � quasi mai possibile autorizzare nuove canne fumarie o, in generale, nuovi elementi impiantistici con rilevanza esterna;
  • occhio comunque anche agli altri vincoli che si trovano nella capitale.
pu� in generale tornarvi utile questa mappa realizzata su base google maps che vi indica la perimetrazione dei rioni di Roma.


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